S’inaugura il mosaico della Sacra Famiglia a Pordenone

Presso la chiesa della Sacra Famiglia a Pordenone, giovedì 31 ottobre – alle ore 11.30 – verrà inaugurato il grande mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli su ideazione dell’artista Stefano Jus, docente di disegno e teoria del colore. La realizzazione musiva è stata affidata dalla Scuola a un gruppo di giovani mosaicisti, tutti ex allievi dell’Istituto spilimberghese, che insieme hanno contribuito all’esecuzione di questa nuova opera musiva. In questo modo la Scuola Mosaicisti del Friuli ha potuto offrire ai propri allievi già qualificati un’ottima opportunità di lavoro. Uno dei tanti obiettivi perseguiti dall’Istituto spilimberghese a favore della crescita dell’economia locale. Il gruppo di lavoro – composto da Lisa Battistutta, Gabriella Buzzi, Laura Carraro, Elisa Giannotto, Valeria Manzo, Elena Mattiuz, Giulia Palamin, Sara Persello, Valentina Rossi - è stato coordinato dalle maestre Cristina De Leoni e Serena Leonarduzzi.

Il progetto musivo proposto per la Chiesa della Sacra Famiglia è caratterizzato da un segno contemporaneo, incanalando la tradizione iconografica del Vecchio e Nuovo Testamento in una sacra rappresentazione dal linguaggio attuale, accompagnato da un potente respiro spaziale. Lo sviluppo delle immagini parte dal  fremito della Creazione, dalle intime emozioni evocate dalla Sacra Famiglia per arrivare al mistero della Croce e dell’Incarnazione, fino a sostenere la forza dello spirito. Il tutto si muove in uno spazio musivo che diventa universo, contemplando cieli sconfinati e un grande Sole (che è Dio), le cui energie si sprigionano insieme a quelle della luce naturale, che penetra dall’alto, circola nell’ambiente, disegna le pareti, gioca sulla tessitura del mosaico.

Le tessere musive – smalti veneziani e materiali naturali, posati a tecnica diretta con la sensibilità creativa dei mosaicisti – percorrono le superfici sublimando la materia, una materia che nelle mani sapienti di chi lavora con impegno e passione, diventa vibrazione, vita, luce. Una luce che nasce proprio dal dialogo di tessere e fughe, pieni e vuoti, alti e bassi; nasce dal dialogo costruttivo di una moltitudine di elementi diversi, che se isolati – o presi da soli – non hanno lo stesso valore e la stessa forza di quando sono complici, uno vicino all’altro, sotto alterne condizioni ambientali.

In foto il bozzetto di Stefano Jus