Incontro con l’artista: alla Scuola Mosaicisti del Friuli il collettivo CaCO3

Una settimana di stage sul mosaico contemporaneo insieme agli artisti del gruppo CaCO3 di Ravenna: questa è l’interessante esperienza che si sta vivendo in questi giorni presso la Scuola Mosaicisti del Friuli con gli studenti del terzo corso coordinati dall’insegnante di mosaico Serena Leonarduzzi.

CaCO3 è un collettivo composto da tre giovani artisti – Âniko Ferreira da Silva (Ravenna, 1976), Giuseppe Donnaloia (Martina Franca, TA, 1976) e Pavlos Mavromatidis (Kavala, Grecia, 1979) – tutti formatisi presso la Scuola del Restauro di Ravenna. Hanno in comune un grande rispetto per la storia e la sapienza del mosaico del passato, ma anche amore per la ricerca e la riflessione sul mosaico oggi. Hanno condiviso un’analisi che li ha portati a sperimentare – con metodo e passione – un linguaggio musivo inedito e originale, partendo dalla grammatica del mosaico, dalle tessere e dalle fughe. Giocando sugli spessori dei materiali (in genere lunghi e stretti), sull’inclinazione e l’andamento delle tessere, creano un mosaico “vivo”, “pulsante” con originali effetti di movimento e di vibrazione che coinvolgono l’esperienza percettiva di chi si pone intorno. Le loro opere possono rappresentare soluzioni astratto-geometriche o forme organiche, ma sono sempre i ritmi delle tessere, i loro dialoghi sereni o conflittuali, le contrazioni o le aperture, a creare lo spazio di un mosaico che vive nel contesto, percependone tutte le variazioni.

Il gruppo CaCO3 è presente alla Scuola Mosaicisti del Friuli con Âniko Ferreira da Silva e Pavlos Mavromatidis: insieme agli studenti del terzo corso stanno realizzando un progetto ideato dal collettivo, consistente nella realizzazione di 36 moduli monocromi che solo alla fine verranno assemblati intrecciando le texture. Va sicuramente riconosciuta ad Âniko e Pavlos la disponibilità e la chiarezza nel trasmettere le loro ricerche e riflessioni, il loro modo di operare nella creazione musiva … andando anche oltre, spaziando sul restauro, sulle tecniche antiche, sulle personali esperienze “in cantiere”.

La loro presenza apre un nuovo spazio di confronto e di dialogo sul mosaico … che rimane un’arte viva e in movimento.