PREMIO FIDAPA AD ANGELICA DI MARCO

  • FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) di Pordenone da diversi anni collabora con la Scuola Mosaicisti del Friuli organizzando un Concorso d’Idee riservato alle allieve dell’Istituto spilimberghese. Esse sono invitate a creare un progetto su un tema specifico, da tradurre poi a mosaico.
  • Il tema del Concorso di quest’anno aveva per titolo “L’educazione alla memoria. Le donne lavoratrici nei cotonifici pordenonesi”.
  • Tra le studentesse partecipanti al concorso si è distinta Angelica Di Marco del terzo corso, premiata per la sua ideazione giovedì 7 maggio in Sala Consiliare in Municipio a Pordenone.
  • Il riconoscimento – assegnato all’interno della 5^ edizione  del Premio Vittoria Alata – “e finalizzato – come esplicitato da Romanina Santin, ideatrice dell’iniziativa – a valorizzare e stimolare la preparazione professionale dei giovani allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli”.
  • Il mosaico – realizzato da Tamara Caffo e Alberto Roma, studenti del corso di Perfezionamento della Scuola Mosaicisti del Friuli, con la partecipazione dell’ideatrice Angelica Di Marco (in foto al centro) – sarà collocato su una piazza cittadina.
  • Angelica Di Marco così commenta il suo progetto e la sua partecipazione al Concorso d’idee Fidapa : “Partecipare alla quinta edizione del Premio Fidapa è stato un onore perché mi ha fatto riaffiorare ricordi legati alla mia infanzia, quando la mia bisnonna mi raccontava le fatiche, ma anche le gratificazioni ottenute lavorando in filanda, nel suo caso nella piccola realtà del setificio dignanese. Ma soprattutto mi ha fatto risentire sulla pelle l’infinita dolcezza che lei possedeva nel raccontarmelo. È proprio quella dolcezza che ho voluto rappresentare; cercando tra i libri e le vecchie foto ho trovato la figura di questa donna che la incarnava perfettamente. A fianco ho scelto di rappresentare gli ingranaggi, simbolo dell’industria e della Filanda stessa, mentre vengono quasi avvolti dai fiori di cotone, simbolo di una delicata femminilità. Questi fiori non sovrastano gli ingranaggi, ma sembrano cresce insieme a loro, sviluppandosi verso l’alto, verso l’emancipazione.Affrontando questa tematica il pensiero non poteva non essere rivolto alla mia bisnonna, che ho deciso di omaggiare aggiungendo il suo foulard all’immagine della figura femminile da me scelta, perché questo monumento è anche in suo onore, e in onore di tutte le donne che conoscono il significato di lottare per la propria emancipazione attraverso il lavoro e le fatiche che questo comporta”.
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