Giuliano Babini alla Scuola Mosaicisti del Friuli

La Scuola Mosaicisti del Friuli ha ospitato uno stage con Giuliano Babini, un artista molto interessante che nel mosaico, nella scultura, nella pittura, e non solo, ha trovato i suoi veicoli di conoscenza e creatività, lasciandosi affascinare dai più diversi materiali e da un sempre vivo spirito di ricerca Babini ha studiato mosaico a Ravenna, ma si è in realtà sempre occupato di arte a 360°: oltre ad aver lavorato presso diversi atelier di mosaico, si è dedicato anche alla scenografia teatrale, alla fotografia, pittura, performance; ha fondato “Spazio G” centro d’incontro ed esposizione di artisti, è stato direttore artistico della “Galleria Rasponi Arte Contemporanea” e di “Akomena, Spazio Mosaico”, dove ha avuto modo di collaborare e confrontarsi con altri artisti, architetti, designer, tra cui Gaetano Pesce, Ugo la Pietra, Ugo Marano, Ron Arad, Ettore Sottsass. Attualmente si occupa sia di insegnamento (attività in cui si è cimentato fin dagli anni Ottanta), sia di consulenze artistiche presso Gallerie d’Arte ed Aziende, mentre continua a creare sculture/mosaico. Molte di queste sono state esposte recentemente al MAR di Ravenna in una grande mostra dedicata proprio alla scultura in mosaico dalle origini a oggi (“Montezuma, Fontana, Mirko”, 7 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018).

In questi giorni Giuliano Babini - all’interno di uno stage di mosaico a lui dedicato - è in mezzo agli allievi del terzo corso della Scuola Mosaicisti del Friuli, coinvolti – insieme alle insegnanti di mosaico Cristina De Leoni e Serena Leonarduzzi – proprio in un progetto di scultura/mosaico, ideato dall’artista! Un progetto che presto vi sveleremo …

L’opera sarà esposta all’interno della mostra estiva “Mosaico&Mosaici” edizione 2018, che sarà inaugurata venerdì 27 luglio alle ore 18.30 presso la sede della Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo.

L’esperienza di Babini, il rapporto che l’artista stesso è riuscito a instaurare con gli studenti sono stati molto stimolanti. Lo scambio e la collaborazione con un maestro come Babini rappresentano sempre un arricchimento, offrono nuovi punti di vista e motivi di riflessione sul linguaggio artistico.