Nata nel 1922 la Scuola Mosaicisti si pone come obiettivo l’impegno didattico, il sodalizio tra tradizione e rinnovamento, tra realtà produttiva e realtà culturale. Nella luminosità dei laboratori di mosaico e di terrazzo, martelline, ceppi e taglioli ancora oggi scandiscono il tempo di un lavoro di lontana memoria. La sensibilità del mestiere, incontaminata nel corso della storia, nei tempi moderni si nutre di nuovi stimoli attraverso l’incomparabile incontro con artisti, progettisti e designers. Gli stessi pionieri del mosaico moderno, i mosaicisti di Sequals del secolo scorso, sono stati capaci di allacciare relazioni con pittori e architetti diramando la loro arte in tutto il mondo, dalla decorazione della Library of Congress di Washington a quella dell’Opéra di Parigi. Con queste premesse, nella sua tipologia didattica e produttiva, la Scuola realizza importanti interventi musivi di richiamo internazionale, passando attraverso lo studio e l’applicazione del mosaico romano, bizantino e moderno. La Scuola oggi cerca soprattutto di non dimenticare la sua stessa ragione di essere e valorizza il mosaico come fatto culturale oltre che tecnico: lo studio, la ricerca, la sperimentazione e l’utilizzo delle più innovative tecnologie sono segni di apertura e di crescita per e verso l’arte musiva della contemporaneità.

La storia

Dai click nell’immagine per visualizare la pubblicazione dei 90 Anni della Scuola Mosaicisti del Friuli. (link esterno)

Fu Lodovico Zanini, delegato per il Friuli dell’Umanitaria di Milano, a suggerire l’istituzione di una scuola per mosaicisti ed Ezio Cantarutti, Sindaco di Spilimbergo, a concretizzare l’opera. Così nel 1922 nasce a Spilimbergo la Scuola Mosaicisti del Friuli. Qui e non altrove per la radicata tradizione del mosaico e del terrazzo presente nel mandamento.
Infatti per tutto il ‘500, il ‘600, il ‘700 e l’800 dallo Spilimberghese ci fu una forte emigrazione stagionale a Venezia, bivio artistico per eccellenza tra Oriente ed Occidente, tra Roma e Bisanzio e quindi naturale erede della tradizione musiva romana e bizantina che qui mirabilmente si fondono. La “Serenissima” offrì alle maestranze friulane un lavoro ma diede loro anche un’idea brillante: utilizzare i sassi dei loro fiumi. Con questi gli artigiani di Sequals, Colle, Solimbergo, Arba, Fanna, Cavasso Nuovo e Spilimbergo – dopo averli raccolti e selezionati sui greti dei fiumi Meduna e Tagliamento – partivano verso Venezia.
Dalla prima metà del ‘800 i mosaicisti cominciarono ad andare oltre Venezia: dalla Francia agli Stati Uniti; dal Canada al Venezuela; dall’Argentina all’Australia; … Molti di loro fecero grandi fortune. Basti pensare agli impresari come gli Odorico, i Ciani, i Del Turco, i Tramontin e in particolar modo quel Gian Domenico Facchina che nato a Sequals nel 1826 operò inizialmente a Venezia dove fondò anche una fabbrica per la produzione di “smalti veneziani” (le tessere che servono per fare un mosaico). Successivamente trasferito a Parigi eseguì opere di grande prestigio che andarono ad abbellire municipi, chiese, moschee, palazzi a Bucarest, a L’Aia, a Smirne, a Lourdes, a Buenos Aires, a Tokio oltre che al Teatro Operà a Parigi.

Sin dagli esordi, la Scuola Mosaicisti del Friuli, ottenne un primo importante riconoscimento: l’assegnazione del diploma d’onore alla Prima Mostra Internazionale Arti Decorative di Monza per una fontana eseguita su cartone dell’arch. Raimondo D’ Aronco. Il ciclo di studi fu strutturato in tre anni e la programmazione prevedeva sia materie di cul ura generale che lo sviluppo di disegni, bozzetti e cartoni quali presupposti indispensabili per l’ideazione di composizioni musive, la cui esecuzione era supportata dalle esercitazioni pratiche di mosaico e terrazzo in laboratorio.
Successivamente la Scuola fu chiamata ad eseguire tutto il ciclo musivo del Foro Italico a Roma. Quasi 10.000 mq. eseguiti su cartoni di Angelo Canevari, Giulio Rosso, Gino Severini e Achille Capizzano. In epoca più recente importanti furono le realizzazioni musive del Monastero di Sant’Irene vicino ad Atene (oltre 1.000 mq.), del Kawakyu Hotel in Giappone (1.600 mq.) ed i lavori di restauro dei mosaici del Foro Italico in Roma. Tutte opere realizzate in collaborazione con i laboratori musivi gestiti da ex allievi della Scuola di Spilimbergo.
Il rivestimento musivo della cupola del Santo Sepolcro a Gerusalemme (mq. 345 circa) è invece un’opera interamente realizzata all’interno della Scuola.

L’attualita

Oggi la Scuola Mosaicisti del Friuli è un punto di riferimento a livello mondiale per la formazione di professionisti e la divulgazione dell’arte del mosaico. È una scuola sui generis proprio perché importa in regione studenti di tutto il mondo (attualmente 22 sono le nazionalità presenti) ed esporta opere d’arte nei luoghi più significativi, da New York a Pechino, da Tokio a Sant’Antonio (Texas – USA).
L’obiettivo è quello di coniugare il mantenimento della tradizione con l’innovazione. Si punta quindi alla sperimentazione ed alla ricerca per trovare soluzioni nuove, soprattutto in campo di arredo urbano e degli interni. Per questo vicino alle tradizionali materie di studio: mosaico, terrazzo e disegno si affiancano la grafica computer, la progettazione musiva e la teoria del colore. In questi ultimi anni la Scuola si è aperta a tutto campo. Si confronta con sempre maggiore convinzione, competenza e successi in vari settori: dall’architettura al design; dall’arte contemporanea al restauro.

Numerose sono le opere realizzate in collaborazione con architetti e designers (sia italiani che di altre nazionalità), che abbelliscono ristoranti, chiese, ville e luoghi vari in tutto il mondo. Basti pensare al grande mosaico “Saetta iridescente” per la nuova stazione della metropolitana Temporary Word Center Path Sation (Ground Zero) di New York; al mosaico quale complemento d’arredo per due ristoranti sempre a New York; alla scultura musiva all’ingresso del Centro Ricerche FIAT di Orbessano a Torino; alla pavimentazione musiva della Piazza della Transalpina tra Gorizia e Nuova Gorica; ai rivestimenti parietali e pavimentali per un ristorante a Tokio; alle decorazioni parietali per il Centro culturale “Chicasaw” in Oklaohoma (USA); al ciclo musivo per la Volksbank di Graz (Austria) ed a quello per la Chiesa di San Lorenzo (L’Aquila); alla “Bibbia a cielo aperto- Il Vecchio Testamento” per il Comune di Ceccivento (Udine). Significative le opere eseguite su bozzetti di artisti del calibro di Zigaina, Dorazio, Ciussi, Celiberti, Licata, Cascella, Della Torre, Finzi, Gianquinto, Basaglia, Nespolo, Pittino, Pizzinato, Pozzati, Soffiantino, Lojze Spacal, Strazza, Tadini, Titonel, Treccani, Turchiaro, Voltolina, Nane Zavagno, De Luigi, Anzil, Mitri, tanto per citarne alcuni. Importanti gli interventi nel settore del restauro dei mosaici (quelli risalenti alla fine dell’ ‘800 e di tutto il ‘900). Si pensi ai prestigiosi mosaici del Santuario di Lourdes in Francia, all’opera musiva presso la stazione ferroviaria di Venezia ed alla cupola “Maison Simons” in Quebec, Canada.

L’obiettivo è quello di coniugare il mantenimento della tradizione con l’innovazione. Si punta quindi alla sperimentazione ed alla ricerca per trovare soluzioni nuove, soprattutto in campo di arredo urbano e degli interni. Per questo vicino alle tradizionali materie di studio: mosaico, terrazzo e disegno si affiancano la grafica computer, la progettazione musiva e la teoria del colore. In questi ultimi anni la Scuola si è aperta a tutto campo. Si confronta con sempre maggiore convinzione, competenza e successi in vari settori: dall’architettura al design; dall’arte contemporanea al restauro.
Attualità contempo
Mosaico geometrico

In questi anni inoltre la Scuola ha partecipato ed organizzato eventi espositivi quali “La Scuola Mosaicisti del Friuli” ad Angers (1997); “Aime …comme mosaique” a Parigi (1998); “Mosaico è” a Villa Manin di Passariano (2000); “the new mosaic: selections from friuli” a Toronto (2003); “La Mosaique dans tous ses éclats” a Marsiglia (2005); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Obernaì (2005); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Roma (2006); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Veszprèm (2006); “Mosaic: selections from friuli” a Melbourne (2006); “Mosaic Now: works from Italy and Australia” a Wangaratta – Geelong – Sydney (2007); “Un, deux, trois …. cailloux.
Exposition de la <<Scuola Mosaicisti del Friuli>> Mosaique d’hier et d’aujourd’hui” ad Arles (2007); “Solo Mosaico” a Mosca (2008); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Randers (2009); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Trieste (2009); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Udine (2009); “Scuola Mosaicisti del Friuli” a Eeklo e Anversa (2009); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Valasské Mezirici (2010); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Basilea (2010); “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Bratislava (2011); “Scuola Mosaicisti del Friuli 1922-2012” e “MOSAICI D’ARTISTA dall’esperienza della Scuola Mosaicisti del Friuli le opere degli artisti” a Villa Manin di Passariano – Ud; “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Bolzano e Verona; “La Scuola Mosaicisti del Friuli” a Stoccarda (2013).