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Scuola Mosaicisti del Friuli

Positivo il bilancio della Scuola Mosaicisti del Friuli a Mosart

La partecipazione della Scuola Mosaicisti del Friuli a Mosart – Spilimbergo mosaic art Festival si conclude con un bilancio più che positivo confermato non solo dal numero dei visitatori, ma soprattutto dall’interesse e dall’entusiasmo da loro dimostrati.

L’apertura straordinaria della Scuola, con le visite guidate gratuite, a cui, in concomitanza con la manifestazione, si sono aggiunte quelle dei gruppi a pagamento già prenotati in precedenza, ha offerto la possibilità di vedere le aule e i laboratori, parlare con i maestri mosaicisti, ammirare le opere realizzate dagli allievi in oltre novant’anni di attività. L’edificio stesso rappresenta un pezzo di storia che racconta della volontà negli anni Trenta di dare istruzione e formazione a giovani che poi avrebbero portato in tutto il mondo il “saper fare locale” sia nel mosaico che nel terrazzo. Nella corte della Scuola si possono ammirare i recenti lavori di riqualificazione della scala esterna e dell’alta canna fumaria: rivestimenti artistici di una certa complessità strutturale eseguiti dagli allievi stessi come workshop.

Non sono mancati i visitatori neanche a CHROMOS 2. I colori d’autore, esposizione di opere realizzate dagli allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli su disegni di Getulio Alviani, Diego Birelli, Alighiero Boetti, Marco Bravura, CaCo3, Carlo Ciussi, Marco De Luca, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Ennio Finzi, Kwon Sun Kwan, Riccardo Licata, Hyungmin Moon, Nane Zavagno. La mostra, allestita nella Galleria della Scuola e presentata la sera di sabato 28 dal direttore Gian Piero Brovedani, indaga il rapporto tra l’artista ideatore che disegna i bozzetti e il mosaicista esecutore che trasferisce la forma espressiva attraverso l’accostamento e il posizionamento delle tessere. In Galleria ci sono inoltre due proposte insolite per conoscere e leggere il mosaico: Innesti, collezione raffinata di vassoi a decorazione musiva, e Mosaici filatelici, raccolta di cartoline e francobolli che celebrano il mosaico nel mondo, del collezionista Bruno Marchesin. Queste tre mostre rimarranno aperte negli orari della Scuola.

mostra Chromos 2

Inaspettato successo il laboratorio dedicato ai bambini Mosaic for children svoltosi sabato 28 nella Loggia di piazza Duomo. Le maestre mosaiciste Giulia Palamin, Sara La Fiura e Silvia Biancolino hanno seguito oltre una settantina di partecipanti che si sono impegnati, sporcandosi le mani, a realizzare un loro piccolo pannello musivo. Non si è trattato banalmente di incollare tessere: le maestre hanno fatto notare la varietà di forme, dimensioni e colori spiegando l’importanza della vibrazione della luce e degli accostamenti di tonalità diverse.

In piazza Garibaldi dietro alla monumentale S, opera eseguita a cura della Scuola Mosaicisti del Friuli con l’intervento delle mosaiciste Sara La Fiura e Silvia Biancolino e che costituisce la prima lettera della scritta “Spilimbergo”, c’è la chiesa di San Giovanni Battista messa gentilmente a disposizione per ospitare la mostra CHROMOS 1. Il lessico del colore. Qui la riflessione si è incentrata sui materiali che compongono il mosaico e in particolare sugli smalti,  in vetro, quelli veneziani realizzati in modo tradizionale ad alte temperature e quelli sinterizzati in vetro riciclato con un processo produttivo a basse temperature e quindi ecosostenibile. Gli smalti esposti sono entrambi prodotti da ditte spilimberghesi: gli smalti veneziani da Mario Donà & Figli e gli “ecosmalti” da Federico Morassutti. Una gamma di colori e luminosità facilmente apprezzabili grazie all’esposizione semplice, ma di grande effetto visivo, confermato dalle fotografie scattate dai visitatori.

 

Domenica 29 settembre la Scuola Mosaicisti è stata protagonista in due incontri a Palazzo Tadea. Quello della mattina dal titolo Formazione a confronto, moderato dall’architetto Paolo Coretti,  ha visto il direttore Gian Piero Brovedani conversare con Paola Babini coordinatrice didattica dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e con Giovanni Alvich e Francesco Urso, docenti del Liceo Artistico Mario D’Aleo di Monreale. La riflessione a più voci sulle tre tipologie di formazione sul mosaico presenti nel panorama italiano ha fatto emergere la difficoltà, insita nella definizione stessa di mosaicista in bilico tra artista e artigiano, di strutturare un percorso di studi adeguato. La Scuola Mosaicisti del Friuli che diploma “maestri mosaicisti” presenta fin dall’origine un connubio tra lezioni teoriche e partiche. Soprattutto le ore dedicate all’attività laboratoriale permettono di formare professionisti in grado di rispondere ad ogni esigenza e volontà del committente. Una Scuola, come ha voluto evidenziare il direttore, “che costituisce un sistema unico in Italia capace di qualificare giovani in questa antica arte che trova corrispondenza nella contemporaneità. Un esempio che potrebbe tornare utile a tante altre realtà scolastiche”.

Nel pomeriggio l’incontro curato da Confartigianato Imprese di Pordenone dal titolo Esportare l’artigianato. È possibile! a cui ha partecipato il presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, Stefano Lovison, ha fatto emergere la necessità di mantenere alta la qualità del prodotto musivo per essere vincenti sul mercato, un mercato che ovviamente supera i confini nazionali.