toria del colore

Avvicinamento al mosaico per giovani corregionali

corso corregionali 2025

Avvicinamento al mosaico per giovani corregionali

Alla scoperta delle proprie radici.
Un viaggio in Friuli Venezia Giulia e un’esperienza alla Scuola Mosaicisti del Friuli per rinsaldare i legami con i propri avi.

Quindici giorni: questo è il tempo trascorso da undici giovani accomunati da radici friulane. Provengono dall’Argentina e dal Brasile, si chiamano Maria Luiza Stangherlin, Alejandro F. Friedli, Mateo Carnelos, Valentin Nicolas Sosa Sanchez, Ticiana Candela Sangoy, Justina Greifemberg, Laureana Ercole, Agustin Brollo, Natalia Soledad Yoris, Paula Agustina Yoris, Leila Belen Spesot. I loro avi, per lo più contadini, parlavano friulano ed erano partiti per il Sudamerica a cercare fortuna: grande era lo spirito di sacrificio e di adattamento, ma soprattutto la volontà di costruirsi un futuro migliore di quello che lasciavano, per il benessere loro e della loro progenie. Ed è proprio a quei discendenti che si rivolge un bando, giunto ormai alla quattordicesima edizione, curato dall’Ente Friuli nel Mondo, in collaborazione con la Scuola Mosaicisti del Friuli, e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia – Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero.

Così con gli occhi pieni di curiosità, la stessa dei loro bisnonni, ma certamente con un’altra consapevolezza, sono atterrati in terra straniera i giovani selezionati per il 2025. Eppure questa terra tanto estranea non è, e benché internet renda tutto meno fantasioso, le foto in bianco e nero e i racconti, in forma diretta o tramandati dagli anziani, hanno vestito il Friuli di un’aurea mitica. Quale scoperta, quale collegamento con la storia e con le proprie radici è dunque questo soggiorno in Friuli, che dà forma concreta e vera a nomi finora letti su carte geografiche, ai paesi da dove tutto è iniziato?!

Non si tratta però soltanto di un’opportunità di viaggio, ma di un’esperienza condivisa che la presenza nel progetto della Scuola Mosaicisti del Friuli rende possibile. La Scuola infatti organizza appositamente un Corso di introduzione all’arte del mosaico, quest’anno condotto dalla docente, maestra mosaicista, Eleonora Zannier. È una modalità formativa e di scambio per entrare in contatto con una forma artistico-artigianale tipicamente regionale, di grande tradizione e di internazionale affermazione contemporanea. Di natura laboratoriale, il corso offre la possibilità di mettersi in gioco e realizzare delle opere a mosaico che si trasformeranno in un souvenir capace di racchiude in sé le emozioni della scoperta, del riconoscimento e del contatto. Nelle ore di attività alla Scuola, oltre ad acquisire delle competenze sul mosaico, i giovani corregionali hanno avuto modo di stringere amicizia, esercitare la lingua italiana, allenare la pazienza e il proprio gusto artistico, addentrarsi nella cultura friulana, scambiare opinioni e arricchire il proprio bagaglio di conoscenze: forte è l’interesse verso il Friuli, che vivono orgogliosamente come un elemento fondante della loro famiglia, stimolato in patria dai vivaci Fogolârs furlans complici nel sollecitare relazioni e memorie.

I corregionali selezionati per questo soggiorno in Friuli hanno un’età compresa tra i venti e i trentacinque anni, buoni curricula, motivazioni forti. Sono partiti dall’altro emisfero con giacche e maglioni, in pieno inverno da zone diverse del Sudamerica: un gruppo variegato i cui membri non si conoscevano. Hanno un’istruzione tecnica, artistica, scientifica, economica, sono perlopiù già attivi nel mondo del lavoro: una maestra, un panettiere, una studentessa di medicina, una grafica, un ingegnere… Nel vivere assieme un viaggio di scoperta, nello sperimentare qualcosa di nuovo, l’arte del mosaico, il gruppo si è fatto squadra e al piacere di conoscersi, ha unito la curiosità di muoversi nei principali centri della regione e non solo. Hanno così visitato Gemona del Friuli, Udine, Palmanova, Aquileia e Grado, toccando anche Trieste per utilizzare il fine settimana per trasferimenti più lunghi quali ad esempio Verona o Roma.

Partono con dei piccoli mosaici da loro eseguiti, un motivo in stile romano con materiali naturali e una figura in smalti da loro scelta in stile contemporaneo. Sono due opere che racchiudono tutta la ricchezza e la profondità di questa breve ma intensa permanenza in Friuli, un insieme di tante emozioni che magari li spingerà a tornare in Italia, forse proprio alla Scuola Mosaicisti del Friuli, come accadde diversi anni fa alle sorelle Bonetti, arrivate alla Scuola attraverso il progetto dell’Ente Friuli nel Mondo, tornate come studentesse e oggi professioniste affermate nel mosaico, titolari di un importante laboratorio in Brasile.

 

corregionali 2025

 

4 luglio 2025