toria del colore

Si inaugura il nuovo anno formativo della Scuola Mosaicisti del Friuli, il centesimo

autorità e pubblico

Con la tradizionale cerimonia inaugurale si è aperto l’anno formativo 2021/2022 della Scuola Mosaicisti del Friuli. Dalla platea del Teatro Miotto di Spilimbergo, gli allievi, gli insegnanti, lo staff della Scuola, assieme ad autorità e amministratori locali presenti, hanno ascoltato parole augurali e di incoraggiamento dagli ospiti intervenuti: l’assessore regionale alle finanze Barbara Zilli, l’europarlamentare Marco Dreosto e il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli.
Stefano Lovison, presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, nel suo saluto iniziale ha ricordato con orgoglio i cento anni della Scuola: il 22 gennaio 1922 infatti, a Spilimbergo, apriva le porte una nuova istituzione per preparare giovani friulani ad un mestiere, quello del mosaicista e terrazziere. Un impegno costante e continuativo quello della Scuola nel formare maestri mosaicisti che hanno poi lavorato, e lavorano, in ogni parte del mondo. Una Scuola unica, dove si insegna l’arte del mosaico, ha aggiunto il direttore Gian Piero Brovedani guardando alla situazione presente, che conta quest’anno più di una sessantina di allievi da quattordici Paesi (Russia, Lituania, Cina, Corea del Sud, Bolivia, Costa d’Avorio…) e da diverse regioni d’Italia. Oltre la metà sono donne, a riprova che il mestiere del mosaicista, tradizionalmente maschile, è riuscito a rimanere al passo con i tempi non solo nello stile e nella tecnica. Il Direttore ha poi citato la legge regionale di settore del 1988 con la quale l’amministrazione della Regione Friuli Venezia Giulia affermò le peculiarità e il valore della Scuola Mosaicisti del Friuli, riconoscendone l’attività nell’ambito della formazione, della promozione e della produzione dell’arte del mosaico.
Legame con il passato e attenzione al presente: questo il binomio che caratterizza la Scuola e che il sindaco Sarcinelli ha rimarcato anche guardando al ruolo del Comune di Spilimbergo. Negli anni Venti fu l’illuminato sindaco Ezio Cantarutti a fare in modo che la Scuola trovasse sede proprio a Spilimbergo e oggi il Comune vuole continuare a essere vicino alla Scuola, anche per i festeggiamenti del centenario, consapevole dell’importanza che la Scuola riveste per il territorio a livello culturale ed economico, «un fiore all’occhiello» di cui andare fieri.
Dall’osservatorio politico di Bruxelles, l’eurodeputato Marco Dreosto ha evidenziato come la Scuola costituisca un centro internazionale che attrae giovani interessati da tutto il mondo, senza distinzione di genere, lingua, cultura. Ogni allievo porta il suo patrimonio di conoscenze, le sue abitudini, il suo approccio al futuro, eppure comune è l’obiettivo che annulla, in nome dell’impegno quotidiano e della passione, distanze e differenze.
Le parole dell’assessore Zilli hanno concluso la cerimonia. Nel confermare la specificità e l’alto profilo formativo della Scuola, l’Assessore si è rivolta in particolare agli allievi, incoraggiandoli a coltivare, attraverso il mosaico, arte e bellezza che caratterizzeranno la loro professione futura. Ha poi richiamato le radici dell’arte musiva che trovano sul territorio regionale, proprio ad Aquileia, esempi illustri. «La nostra regione è una realtà composita», ha affermato, «è un mosaico e voi lo sapete interpretare bene».
La cerimonia di avvio dell’anno formativo è il primo appuntamento dell’ampio calendario di eventi e appuntamenti che si svilupperanno durante tutto il 2022 per festeggiare il raggiungimento dei cento anni della Scuola: appare chiaro fin d’ora che l’occasione del centenario non servirà solo a ricordare il passato, ma soprattutto a programmare il futuro.

 

 

autorità sul palco

Il presidente della Scuola Mosaicisti Stefano Lovison al microfono, da sinistra il direttore della Scuola Gian Piero Brovedani, l’europarlamentare Marco Dreosto, l’assessore regionale alle finanze Barbara Zilli e il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli.

 

 

28 settembre 2021