toria del colore

Successo per il convegno su Facchina e il mosaico moderno

la sala con il pubblico al convegno su Facchina

Il numeroso pubblico presente al convegno di sabato mattina, 19 marzo 2022, nella sede SOMSI di Sequals dimostra come la figura del mosaicista Gian Domenico Facchina incuriosisca e affascini, con il suo spirito innovatore e la sua forza creativa. È conferma inoltre del forte legame tra Sequals e Spilimbergo, cittadina quest’ultima che ereditò, nei primi anni Venti, il progetto di offrire una formazione professionale nell’ambito del terrazzo e del mosaico ai giovani della pedemontana friulana.
Enrico Odorico, sindaco di Sequals, ha aperto i lavori ricordando proprio come la sua cittadina sia considerata la “culla del mosaico” e come Spilimbergo abbia saputo accogliere e far crescere quella scuola-laboratorio che era stata avviata a Sequals. Un territorio dunque che dimostra, anche nel presente, quanto sia viva e radicata la tradizione dell’arte musiva. Anna Bidoli, assessore alle attività produttive di Spilimbergo, lodando l’iniziativa ha voluto sottolineare come Spilimbergo sia orgogliosa di accogliere la Scuola Mosaicisti del Friuli che, con i suoi cento anni di attività, è sia erede di saperi e conoscenze, sia promotrice di forme espressive che fanno del mosaico un’arte capace di rispondere alle esigenze e al gusto contemporaneo.
Nel suo saluto il presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, Stefano Lovison, ha inquadrato il convegno, dedicato a Facchina e realizzato in collaborazione con il Comune di Sequals, nel ricco calendario di appuntamenti, tra seminari, incontri e mostre, organizzati per festeggiare il centenario della storica Istituzione. Auspicando che anche i prossimi appuntamenti in calendario riscuotano un eguale successo, ha evidenziato le giornate dal 20 al 24 aprile a Spilimbergo dove l’arte del mosaico sarà protagonista assoluta.
È alla Scuola Mosaicisti del Friuli che Facchina, attraverso il suo collaboratore Andrea Avon, trasferisce il metodo da lui messo a punto, noto come rovescio su carta, il cui utilizzo apre la stagione del mosaico moderno e da qui la sua evoluzione in forme più libere. È stato Gian Piero Brovedani, direttore della Scuola Mosaicisti del Friuli, a chiarire questo fondamentale passaggio. Nella storia dell’arte la figura di Facchina rappresenta uno spartiacque: lo stile ellenistico-romano e quello bizantino-medievale vengono abbandonati in favore di soluzioni figurative più aggiornate che rompono con il passato, si apre così per il mosaico l’epoca moderna. Oggi la Scuola prosegue questo percorso innovativo e incentra la sua ricerca nel mosaico contemporaneo, in quelle forme espressive innovatrici, capaci di stare al passo con i tempi, in rapporto con l’architettura, il design, l’arredo urbano.
Grazie al metodo esecutivo del rovescio su carta Facchina firmò grandi imprese come quelle dell’Opera di Parigi, inaugurata nel 1875, e della Basilica di Lourdes (1876). Tappe queste citate dallo studioso e ricercatore Gianni Colledani che con chiarezza e sintesi ha ripercorso l’incredibile biografia del Facchina, nato a Sequals nel 1826, emigrato dal Friuli e diventato famoso a Parigi, sua città d’adozione, dove nel 1903 fu sepolto al Père Lachaise, il cimitero di artisti e celebrità. La corposa relazione è stata accompagnata da fotografie storiche e riproduzioni di mosaici di Facchina, proposte e curate da Leonardo Zecchinon.
A margine del convegno è stato possibile vedere la casa natale di Facchina, adiacente all’edificio della SOMSI, nella piazza principale di Sequals, e visitare Villa Carnera, l’abitazione del famoso pugile donata dagli eredi al Comune di Sequals, con la palestra, gli arredi e il magnifico pavimento a mosaico che decora l’ingresso.

 

i saluti finali con la consegna del libro dedicato ai cento anni della Scuola Mosaicisti del Friuli

 

21 marzo 2022